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Per supportare eventuali carenze del mosto originario si procede alle cosiddette correzioni, che possono essere così riassunte:
- aumento o diminuzione di
- grado zuccherino, se la maturazione è stata incompleta. La legislazione italiana vieta l'uso di saccarosio per cui si ricorre a tagli con mosti più o meno ricchi di zucchero. Un esempio è costituito dal cosiddetto mosto concentrato e rettificato (MCR che si ottiene facendo evaporare l'acqua e creando un mini-mosto da utilizzare per integrare altri mosti carenti) oppure dal mosto muto (reso infermentescibile per l'azione di SO2);
- grado di acidità, se l'annata è stata fredda e umida. Si ricorre all'uso di acido tartarico o citrico per elevare l'acidità, a sali come il carbonato di calcio o a tagli con mosti meno acidi per ridurla;
- pigiature specifiche (più o meno energiche)
- contatto con le vinacce
- tagli con altri mosti per modificare
- colore
- quantità di tannini
- estratti
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