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Home Brillo Parlante
Odio i buffets... PDF Stampa E-mail
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buffetOdio i buffets. Credo veramente che i buffets siano capaci di tirare fuori il peggio da ognuno di noi. Possiamo distinguere le persone in due tipi; quelli come me che li odiano e quelli invece che sono dei veri e propri “animali” da buffet. Di fronte ad un buffet è facile distinguerli: i primi stanno lì a dire “cacchio un altro buffet, finirò col non mangiare nulla…”, nel mentre i secondi hanno già individuato il punto d’attacco e sono li pronti a scattare come uno sprinter al “pronti, via” dello starter. Una frazione di secondo dopo sono già piombati sul tavolo armati di piatto e forchetta e fanno razzia di qualsiasi cosa gli capiti a tiro. Ed allora ti capita di vedere gli abbinamenti più strani; piatti enormi reggono a stento grandi ammassi di cibo, tanto da non riuscire a distinguere le varie specialità che vengono “gustate” tutte insieme: tranci di salmone emergono da minestre nelle quali fanno bella  mostra di sé fettine di roast-beef, pizzette e tartine di ogni tipo, code di gamberi ed a volte, nei casi più disperati, anche frutta e dolce, tutto insieme appassionatamente. Non capirò mai come si possa di fronte ad un buffet, forse in preda ad una sorta di raptus d’ingordigia, prendere grosse quantità di qualsiasi cibo presente, anche di cose mai mangiate prima e che, magari, non ci piacciono neppure. Non capirò mai come si possa mangiare, o tentare di farlo, tanto assumendo in un colpo solo le calorie sufficienti per una settimana intera. Il nostro piatto invece è desolatamente vuoto o, al massimo, presenta tracce dell’unica pietanza che siamo riusciti ad aggredire ed in genere si tratta di qualche cosa che stava ad una delle estremità del tavolo, quella meno aggredita dalla ressa: tipicamente si tratta di bresaola e scaglie di grana, buona sì, ma anche secca e dura da mandare giù. A questo punto sorge un altro problema, il bere. In una mano hai il piatto nell’altra la forchetta, come fare per il bicchere? Potresti anche rinunciare ma la sete è troppa ed allora dopo varie acrobazie riesci a conquistare un bicchiere e finalmente riesci a bere. Ora vorresti finire l’unica pietanza che sei riuscito a soggiogare, ma hai il problema di dove poggiare il bicchiere faticosamente conquistato. Ti aggiri quindi nella sala alla ricerca di un punto d’appoggio. Dopo vari giri, eccolo lì in un angolo della sala il davanzale di una finestra dove finalmente poggiare il bicchiere e continuare a mangiare. Sei li che ti godi gli ultimi bocconi, ti allontani leggermente dalla finestra giusto per cercare di entrare in contatto con qualcuno e scambiare due chiacchiere. Poi ti giri verso la finestra, vorresti bere un altro sorso, quando ti accorgi che il posto dove avevi poggiato il bicchiere è ora saturo di calici e non riesci più ad individuare quale sia il tuo. A questo punto ti arrendi e ti chiedi chi sia stato l’inventore del buffet…

Bah, beviamoci sopra!

Brillo Parlante


 
Corsi e ricorsi... PDF Stampa E-mail
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"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare."

Fate i bravi, lo so a chi state pensando... siete i soliti "coatto-comunisti" invidiosi... Ad ogni modo vi sbagliate, quello riportato sopra è uno scritto di Elsa Morante del 1945 e si riferisce a Mussolini...

Bah, beviamoci sopra!

Brillo Parlante


 
Io te la do gratis! PDF Stampa E-mail
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Oggi fa di nuovo freddo... Ma non doveva arrivare la primavera?
Sono in coda nel solito traffico al solito semaforo, quando alla mia destra noto un cartellone con la pubblicità di una macchina per caffè, sapete di quelle che funzionano con le cialde, tipiche da ufficio triste che producono quei caffè ancora più tristi... esatto, una di quelle. Sul cartellone in bella mostra un'ammiccante signorina fa da sfondo a questo fantastico slogan: "compri la macchinetta, sei pazzo? Io te la do gratis!" (ovviamente la prima parte dello slogan è scritto in piccolo mentre la grandezza del carattere con cui è scritta la seconda parte sovrasta tutto il resto). Non voglio ora, tanto più che oggi è la festa della donna, fare il discorsetto su come queste cose siano un'offesa a tutte le donne bla,bla,bla... Nè voglio discutere della considerazione (a torto o a ragione?) che si ha dell'uomo medio, che fa sì che si utilizzino sempre richiami sessuali in ogni tipo di pubblicità...

Certo, personalmente, trovo lo slogan di dubbio gusto... la battuta che gioca su un'interpretazione alternativa di richiamo sessuale, è decisamente poco raffinata e "sciocchina"... So che non si tratta di una pubblicità nuova (campagna analoga circolava già qualche anno fa, quindi l'hanno solo "riciclata"...) e neanche originale visto che un simile slogan è stato usato per un produttore di occhiali (vedi immagine). Sicuramente l'obiettivo di far parlare di sè lo ha raggiunto...
I miei dubbi però sono altri... Ma vi immaginate che immane sforzo intellettuale e creativo ha dovuto compiere il pubblicitario che ha partorito tale opera? Cercando nel web, ho visto che esiste anche la versione al plurale (... noi te la diamo gratis!), per la serie, già che ci sono, mi trovo a creare, ne faccio un'altra... E l'azienda che ha commissionato il lavoro, ha pagato senza battere ciglio? Ma veramente abbiamo bisogno di questo genere di "creativi" per dar vita a questo genere di creature?
Personalmente sono capace di generare, in piena autonomia e senza grossa fatica, le peggiori parolacce e battutacce a doppio senso soprattutto dopo aver bevuto un paio di bicchieri di buon vino...
Bah, beviamoci sopra!
Brillo Parlante

 


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Eno-curiosità

Scritto da Administrator

Per chi non ha ancora chiaro da dove abbia origine la parola sommelier: una delle ipotesi è che questa parola sia nata dall'abitudine dei soldati dell'esercito di Napoleone di legare ("lier") le botti del generale su di un mulo da soma ("somme").

fonte: DeVinis Gennaio/Febbraio 2009


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